Miti da Sfatare sui DAE: Normativa, Uso e Sicurezza nei Defibrillatori

Miti da Sfatare sui DAE: Normativa, Uso e Sicurezza nei Defibrillatori

Quando si parla di cardioprotezione e defibrillatori (DAE), girano ancora troppe informazioni imprecise. Spesso si tratta di vecchi retaggi normativi, altre volte di veri e propri "spauracchi" creati per vendere corsi di formazione facendo leva sulla paura dei rischi legali.

Chi si trova a gestire la sicurezza in azienda, in una struttura sportiva o in un luogo pubblico ha bisogno di chiarezza. Facciamo ordine sui tre miti più comuni legati all'uso dei defibrillatori in Italia.

1. "Solo chi ha un attestato BLSD può usare il DAE senza rischi legali"

FALSO. Questa è forse la convinzione errata più diffusa e pericolosa, perché rischia di paralizzare chi assiste a un arresto cardiaco.

La realtà normativa italiana è molto chiara:

La Legge 116/2021 specifica che l'uso del DAE è consentito anche a personale non sanitario e non formato, in assenza di soccorritori qualificati.

L'Articolo 54 del Codice Penale (Stato di Necessità) tutela chiunque intervenga per salvare una persona da un pericolo imminente di danno grave alla persona.

La formazione BLSD è fondamentale per acquisire manualità, coordinazione e prontezza nell'eseguire il massaggio cardiaco. Tuttavia, di fronte a un'emergenza, la legge dà sempre priorità alla vita: non serve un brevetto per evitare responsabilità civili o penali, serve solo agire.

2. "In Italia i DAE totalmente automatici sono fuorilegge"

FALSO. Esiste ancora chi sostiene che in Italia si possano installare esclusivamente DAE semiautomatici (quelli in cui l'operatore deve premere un pulsante lampeggiante per erogare la scarica).

In realtà, con l'entrata in vigore della Legge 116/2021, è stata confermata la piena legittimità d'uso sia dei dispositivi semiautomatici che di quelli completamente automatici (Fully Automatic).

Nei DAE automatici, una volta applicati gli elettrodi sul torace del paziente, è il software stesso ad analizzare il ritmo e ad erogare la scarica in totale autonomia dopo un avviso vocale, senza richiedere alcun intervento manuale da parte del soccorritore. Entrambe le tipologie sono perfettamente legali e conformi alle direttive vigenti.

3. "Se uso il DAE senza corso rischio di fare danni o dare una scarica per sbaglio"

FALSO. Molti temono di "sbagliare" o di erogare una scarica a una persona che non ne ha bisogno.

I defibrillatori automatici e semiautomatici esterni sono progettati specificamente per essere a prova di errore, anche in mano a persone che non ne hanno mai visto uno prima:

Guida vocale passo-passo: Il DAE parla all'operatore, spiegando esattamente cosa fare, dal posizionamento delle piastre al ritmo delle compressioni.

Analisi autonoma del ritmo: Il dispositivo effettua un'analisi in autonomia. Se non rileva un ritmo defibrillabile, la macchina non permetterà mai l'erogazione della scarica, rendendo impossibile causare un danno elettrico.

Inoltre, va ricordato un dettaglio fondamentale: la scarica del DAE non serve a "far ripartire un cuore completamente fermo" (in quel caso il DAE non scarica), ma a resettare un ritmo caotico per permettere al cuore di riprendere il suo battito naturale.

In conclusione: l'unico vero errore è non fare nulla

La formazione resta uno strumento prezioso per gestire lo stress e coordinare i soccorsi, ma non deve mai diventare una barriera burocratica o psicologica. In caso di arresto cardiaco ogni minuto conta e un DAE applicato tempestivamente, da chiunque, è l'unico strumento in grado di fare la differenza.

In CardeaMed crediamo in una cardioprotezione trasparente e accessibile: dalla scelta dei dispositivi con autotest giornalieri alla gestione dei consumabili, fino al supporto per la formazione.

Hai dubbi sulla normativa o sulla dotazione DAE più adatta alla tua struttura? Contattaci per una consulenza senza impegno.

Torna al blog