Manutenzione DAE e Scadenze: Come Gestire la Cardioprotezione
Dotare la propria azienda o struttura di un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) è un atto di grande responsabilità etica e un passo fondamentale verso la tutela della salute dei lavoratori. Tuttavia, installare la teca al muro e posizionare la macchina al suo interno è soltanto il primo passo di un percorso che richiede attenzione e continuità.
Troppo spesso, infatti, il DAE viene considerato un presidio "statico", da acquistare una tantum per poi essere dimenticato. I report delle centrali operative dell'emergenza e le indicazioni del Ministero della Salute evidenziano una criticità ricorrente sul territorio nazionale: un numero significativo di dispositivi rischia di risultare inoperante al momento del bisogno a causa della mancata sostituzione dei consumabili o dell'assenza di un controllo periodico.
In questo articolo analizzeremo cosa comporta una corretta gestione del defibrillatore, quali sono i punti critici da monitorare e come garantire che il dispositivo sia sempre pronto all'uso, in linea con i più elevati standard internazionali di soccorso.
Perché un DAE può smettere di funzionare? I consumabili
A differenza di altri dispositivi elettromedicali, il defibrillatore esegue regolarmente degli autotest interni (da verificare la frequenza degli stessi) per verificare lo stato di salute dei suoi circuiti e della batteria. Tuttavia, la macchina non può rigenerare da sola i propri componenti soggetti ad usura temporale.
I due elementi critici che determinano l'operatività del DAE sono:
Le Piastre/Elettrodi
Gli elettrodi monouso sono rivestiti da un gel conduttivo a base d'acqua, fondamentale per garantire un'adesione perfetta alla cute del paziente e permettere il passaggio dell'scarica elettrica o la rilevazione dell'ECG. Con il passare del tempo (solitamente ogni 2 o 5 anni, a seconda del produttore), il gel tende ad asciugarsi. Un elettrodo scaduto rischia di non aderire correttamente al paziente, impedendo al DAE di erogare la terapia salvavita.
La Batteria di Alimentazione
La batteria garantisce sia l'energia per l'erogazione dello shock elettrico, sia l'alimentazione necessaria per gli autotest quotidiani, settimanali, mensili, dove previsti. Le batterie al litio per DAE hanno una durata d'attesa (standby) che varia mediamente tra i 2 e i 7 anni. Una batteria scarica o vicina all'esaurimento non sarà in grado di sostenere le scariche ad alta scarica necessarie in fase di arresto cardiaco.
La Responsabilità della Custodia e della Manutenzione
La Legge 116/2021 e le relative linee guida regionali indicano chiaramente che il soggetto titolare del DAE (il datore di lavoro, l'amministratore di condominio, il responsabile legale dell'impianto sportivo o dell'azienda) è tenuto a individuare un Referente DAE.
Tra i compiti fondamentali del Referente rientrano:
Il controllo visivo dello stato della teca e dell'indicatore di stato del DAE (il LED verde o la spunta di pronto all'uso).
Il monitoraggio costante delle date di scadenza riportate sulle confezioni degli elettrodi e sulla batteria.
La tenuta di un Registro di Controllo Periodico, in cui annotare le verifiche effettuate e gli interventi di sostituzione.
La tempestiva comunicazione alle centrali operative in caso di temporanea inagibilità della macchina per manutenzione.
Farsi carico di questa gestione in modo puramente manuale espone tuttavia l'azienda a un alto rischio di errore umano: basta un cambio di personale, una dimenticanza o una svista sulla scheda tecnica per trovarsi con un dispositivo inutilizzabile.
La Cultura della Continuità
La catena della sopravvivenza non si fonda soltanto sull'intervento tempestivo dei soccorritori e sull'impiego del DAE, ma sulla qualità e sull'affidabilità delle risorse impiegate.
Un intervento di primo soccorso di alta qualità richiede che l'attrezzatura risponda esattamente secondo i parametri previsti dalle linee guida internazionali. Questo include anche la presenza di un Kit RCP di emergenza a corredo del DAE (contenente forbici taglia abiti, rasoio monouso, guanti, salvietta e mascherina di protezione per la ventilazione), presidio indispensabile per preparare il torace del paziente in pochi secondi ed eseguire le manovre in totale sicurezza per i soccorritori.
Dal Prodotto al Servizio: Il Modello di Gestione Cardeamed
Per superare la logica della semplice "vendita hardware" e tutelare concretamente chi acquista un DAE o gestisce un parco macchine per i propri clienti, Cardeamed adotta un approccio basato sulla tracciabilità attiva e sul supporto continuo.
Riteniamo che chi acquista un defibrillatore o un ricambio non debba essere lasciato solo nella gestione delle scadenze operative. Per questo motivo affianchiamo aziende, RSPP, istruttori e centri di formazione con un sistema strutturato che prevede:
Tracciamento Automatizzato: Monitoraggio delle scadenze di tutti i consumabili forniti, con preavvisi diretti e tempestivi prima dell'effettivo esaurimento dei componenti.
Piani di Manutenzione e Gestione Dedicati: Soluzioni chiavi in mano per azzerare l'onere burocratico e operativo in capo al datore di lavoro o al referente della sicurezza.
Fornitura di Consumabili e Kit di Supporto: Disponibilità di ricambi originali multimarca e kit RCP per una postazione di cardioprotezione completa e a norma.
Conclusione
Un defibrillatore non è un semplice costo da sostenere per adempiere a un senso di sicurezza, ma un presidio salvavita che richiede un'attenzione costante. Garantire la perfetta efficienza del dispositivo significa proteggere le persone e mettere al sicuro l'organizzazione da spiacevoli responsabilità civili e penali.
Se vuoi verificare lo stato dei tuoi dispositivi, rinnovare la ricambistica o strutturare un piano di gestione tracciato per la tua azienda o per il tuo centro di formazione, il team di Cardeamed è a disposizione per un'analisi tecnica delle tue esigenze.